| "Con piacere
ho ascoltato l'esecuzione del Nuovo Trio Parsifal. Giovani interpreti
di sicuro valore, capaci di cogliere in modo maturo le esigenze
formali e stilistiche dei brani eseguiti, raggiungendo una fusione
timbrica - strumentale di notevole valore".
Sonja Pahor
pianista, concertista
|
| "Il Nuovo Trio Parsifal nonostante sia
di recente formazione, possiede grande maturità, trasparenza
di suono, una gamma dinamica e intelligenza musicale che non esito
a definire ideali. Anna Paola, Barbara e Laura suonano con grande
temperamento e fantasia, pur nel rispetto del testo: Qualità
che utilizzerei anche per una maggiore frequentazione del repertorio
moderno e contemporaneo (Ives, Martin, Sciarrino ecc.)"
Franco Mezzena
violinista, concertista
|
"Shostakovich, Rachmaninoff, Debussy.
Tre grandi trii, tre mondi sonori, tre filosofie musicali.
Il Nuovo Trio Parsifal.
Una unità di intenti, un equilibrio timbrico, una musicalità
vitale, personale ma rispettosa, al servizio della musica vera.
Un Trio degno di un luminoso futuro. Un vero, sincero trio."
Alberto Pomeranz,
pianista, concertista
|
| "
le tre brave esecutrici
del Nuovo Trio Parsifal (Barbara Castelli violino, Laura
Pierazzuoli violoncello, Anna Paola Milea pianoforte),
hanno proposto un repertorio davvero interessante. I tre strumenti
si sono letteralmente personificati interagendo con passione sulle
note di ostakovic, Rachmaninov e Debussy." Musica
e Scuola 15 maggio 2002 |
Altri
colori del Romanticismo nelle corde del “Nuovo Trio Parsifal”
di Francesco Storino Considerato
come neanche il mondo della Musica cosiddetta “classica”,
purtroppo, sfugga al fenomeno delle “mode”, sarebbe
assai semplice parlare di un Trio tutto al femminile in termini
di garbo esecutivo, grazia, delicatezza e “glamour”
o dire che le belle esecutrici non hanno nulla da invidiare ai
loro colleghi maschi.
Ebbene, il primo grande merito delle tre bravissime componenti
del “Nuovo Trio Parsifal” (Barbara Castelli, Violino,
Laura Pierazzuoli, Violoncello, Anna Paola Milea, Pianoforte)
è stato quello di far dimenticare a noi ascoltatori presenti
l’11 maggio al loro concerto per l’A.Gi.Mus. di Fregene
(Roma) questa loro caratteristica e a farci concentrare pienamente
sui contenuti della loro proposta musicale.
Per fare ciò, le tre esecutrici hanno innanzitutto proposto
un programma che sicuramente sfugge ai cliché dei concerti
per questa formazione offrendoci in principio una Sonata in Si
b Maggiore di Franz Schubert, opera giovanile molto attenta agli
stilemi ed all’estetica classica con un occhio particolare
a Haydn e Mozart ma già piena di quelle caratteristiche
di limpidezza e chiarezza di scrittura che contraddistingueranno
tutta la più importante produzione del Maestro.
Qui le interpreti hanno sfoggiato eccellenti capacità d’insieme
grazie alla misuratezza del tocco pianistico e alla mirabile intonazione
degli archi.
Seguivano i “Phantasiestücke” di Robert Schumann,
opera nella quale emergono inquietanti i segni della malattia
che porterà l’autore alla pazzia ed alla morte per
fame, in particolare nell’ossessività della ripetizione
di cellule ritmiche nei movimenti veloci; la struttura del brano
non è sempre di carattere cameristico ma spesso si avventura
nel solismo (soprattutto nella “Romanza”), creando
così un forte contrasto con il precedente brano. Inutile
dire che l’esecuzione è stata pienamente all’altezza
del compito, soprattutto grazie alla cantabilità tutta
italiana delle tre musiciste.
Particolarmente interessante, nella seconda parte del concerto,
è stata la riscoperta del “Trio in la minore”
op. 45 di X.Y. Scharwenka, misconosciuto rappresentante del romanticismo
tedesco, del quale abbiamo apprezzato innanzitutto l’originalità
(dote coraggiosa in un’epoca e in una terra che hanno donato
alla storia dei veri e propri giganti), supportata da una scrittura
della massima solidità compositiva e da un virtuosismo
pianistico fuori del comune, pur dovendo rilevare un eccessivo
dilungarsi soprattutto nel tempo lento.
Ciò non toglie che sia le qualità del brano che
quelle delle esecutrici, nonché l’originalità
del programma, siano state ampiamente apprezzate e premiate dal
pubblico, che è stato ricambiato con un “bis”
piazzolliano.
Per concludere, abbiamo notato dal curriculum del “Nuovo
Trio Parsifal” come le tre artiste saranno presto impegnate
in numerosi concerti all’estero, cosa che ci ha fatto assai
piacere in quanto premia un gruppo assolutamente degno di rappresentare
nel Mondo la nostra prestigiosa tradizione musicale.
Musica e Scuola luglio/agosto
2003
|
"El sábado 15 de Novièmbre
realizó una mas de sus grandes presentaciones en el auditorio
de Mariano Melgar de la UNSA, desde nuestro hermano país
de Italia al TRIO PARSIFAL con música de cámara.
Al termino de la presentación y luego de que el publico
asistiente, que fue muy numeroso, agradecieran con sus aplausos
al Trio Parsifal..."
El Pueblo |
Famoso trío Parsifal
de Italia llegó al Perú para ofrecer tres conciertos
Las tres integrantes del Nuovo Trio Parsifal llegaron al Perú,
procedentes de Roma, para ofrecer por primera vez conciertos de
música clásica en Arequipa y Lima, ciudades que
en opinión de la directora del grupo, pianista Anna Paola
Milea, tienen un especial aprecio por este arte musical.
Bárbara Castelli, que ha tenido oportunidad de actuar en
Sao Paulo y Buenos Aires, explica que el gusto por la música
es consecuencia de una educación que se recibe desde la
niñez, y que en Italia es muy intensa y permanente.
Desde esta perspectiva, la violencelista Laura Pierazuoli, destacó
el especial carácter amigable de los peruanos, demostrado
a su arribo a Lima y durante el contacto con diferentes personas.
El Nuovo Trio Parsifal actuará hoy y mañana en Arequipa
y el martes 18, a las 7 pm. en el Teatro Raimondi (Alejandro Tirado
274). El programa que ofrecen incluye pieza de Cilea, Schumann
y Debussy, entre otros. La entrada es libre.
Las tres integrantes de Parsifal son destacadas profesionales
en el campo de la docencia, especialmente en la actividad concertística
de Europa en diversas formaciones de cámara de importantes
instituciones musicales."
Peruinforma - 15.11.2003 |
Il Trio Parsifal riscalda
i cuori con Piazzolla
Si è esibito venerdì scorso nella splendida cornice
di Villa Tuscolana a Frascati (...) All'interno della sala Vittorio
Emanuele ha veramente dato il meglio di sé (...) Le tre
giovani professioniste si sono esibite nelle "Cuatro estaciones
portenas" di Astor Piazzolla...
Nuovo Oggi Castelli
- 04.07.2004 |
| ALTO LIVELLO INTERPRETATIVO DEL
TRIO ITALIANO PARSIFAL Nell’attraente e variegato
programma con opere da camera di R. Schumann, F. Cilea e A. Piazzolla,
le componenti del “Nuovo Trio Parsifal” hanno dato
prova di ammirabile compenetrazione congiunta durante il recital
presentato dall’Istituto Italiano di Cultura nell’Auditorium
Carlos Vaz Ferreira.
IL TRIO FEMMINILE ITALIANO HA REALIZZATO
UN IMPORTANTE RECITAL DA CAMERA
E’ risultata altamente positiva la prova del Nuovo Trio
Parsifal, di cui fanno parte Barbara Castelli (violino), Laura
Pierazzuoli (violoncello) e Anna Paola Milea (pianoforte), presentato
dall’Istituto Italiano di Cultura, che ha realizzato un
programma dedicato a Schumann, Cilea e Piazzolla all’Auditorium
Vaz Ferreira.
di Juan H. Desiderio
E’ risaputo che durante il XIX secolo il grande sviluppo
della musica in Italia era concentrato soprattutto nel genere
operistico, lasciando in secondo piano creazioni di altre espressioni
musicali, in maniera tale che la maggioranza del pubblico ed alcuni
autori , se si allontanavano dall’opera si rivolgevano –
nell’ambito della musica da camera come nel sinfonico –
ai grandi compositori europei, in special modo ai classici e ai
romantici tedeschi.
Nella nostra epoca è stato abituale che tanti eccellenti
gruppi provenienti dalla penisola – salvo per quanto concerne
il periodo barocco o autori contemporanei, tranne casi eccezionali
come il quartetto di Verdi - quasi mai offrivano composizioni
della propria patria. Per questo si deve ringraziare che, in aggiunta
alle proprie virtù interpretative, le ospiti abbiano presentato
un’opera del riconosciuto operista Francesco Cilea, che
non ricordiamo figurare nel repertorio da camera presentato qui.
Il Trio in Re maggiore di F. Cilea (1866 – 1950) è
un’opera del 1886, per di più interessante, nel quale
si amalgamano le caratteristiche vigenti in generale nella musica
da camera europea dei periodi romantico e postromantico, con il
lirismo proprio degli autori italiani. In questo primo ascolto
ci ha impressionato come più originale il secondo movimento,
con la presenza sempre equilibrata del pianoforte, suonato da
un’interprete di indubbia categoria, dimostrata durante
tutto il concerto. Quella già menzionata è stata
la seconda opera del programma, iniziato con un’esecuzione
ben concertata dei “Fantasiestücke op.88” di
Robert Schumann, opera in quattro movimenti del 1842, in cui,
come in tutta la sua produzione, è presente l’appassionata
ispirazione, sensibilità e maturità della struttura
compositiva dell’autore tedesco.
In tutta questa prima parte è stato possibile apprezzare
la compenetrazione delle artisti ospiti nel loro lavoro di insieme,
senza dubbio rigorosamente preparato, così come le condizioni
individuali, come quelle già menzionate di Anna Paola Milea
al pianoforte. La violinista Castelli si è dimostrata ferma
e sicura (…) dal principio alla fine abbiamo trovato una
strumentista eccezionale in Laura Pierazzuoli, per la bellezza
che ottiene dal violoncello, con squisita delicatezza quando la
partitura lo richiede ed invidiabile opulenza sonora che mantiene
la sua ammirevole qualità per tutta l’estensione
del registro dello strumento.
PERFEZIONE
Quanto già detto è stato confermato nella seconda
parte con “Le quattro stagioni” di Astor Piazzolla
nella trascrizione per trio di José Bragato, che è
risultata un modello di perfezione interpretativa. Non invano
queste artiste si sono perfezionate nel repertorio piazzolliano,
studiando con un grande specialista – il nostro conosciuto
Hugo Aisemberg, maestro e pianista argentino radicato in Italia
– ai suoi corsi di perfezionamento “Il tango, Piazzolla
e la cultura rioplatense”. I movimenti delle stagioni (autunno
– inverno – primavera – estate) “di Buenos
Aires” sono stati applauditi con entusiasmo così
come il brano dello stesso autore offerto fuori programma (…)
Il Trio Parsifal, con il suo repertorio che va dal classicismo
a composizioni contemporanee, sin dalla sua creazione si è
esibito trionfalmente in tournées realizzate sia in Europa
che in diversi paesi americani. Si tratta si un importante ambasciata
culturale con meriti sufficienti per augurarsi visite future.
| Espectacular
- 14.09.2004 |
|
|
In Schumann il pianoforte ha avuto stile
e gli archi limpidezza nella tecnica di emissione, in Cilea l'interpretazione
è riuscita, e in Piazzolla c'è stata passione espressiva
e vera convinzione"
Nelson Giguens Risso
Sinfonica Ottobre
2004 |
Si è tenuto il 22 novembre
2004, presso il cinema “Aurora”di Reggio Calabria,
il concerto del Nuovo Trio Parsifal.
Fondato da appena tre anni da Anna Paola Milea (pianoforte), Barbara
Castelli (violino) e Laura Pierazzuoli (violoncello), questo nuovo
trio tinto di rosa ha già largamente fatto parlare di sé
in Italia e all’estero riscuotendo unanimi consensi di pubblico
e di critica.
Gusto, eleganza nel fraseggio ,pulizia, cura del suono e dell’interpretazione
hanno caratterizzato e dato valore alla prima parte del concerto
apertosi con l’esecuzione del Trio in re maggiore di F.
Cilea seguito dal Trio in sol maggiore di C. Debussy, entrambi
lavori giovanili dei due compositori, fragili nella struttura
ma innegabilmente di elevato valore, incorniciati dalla grazia
e percorsi da un incessante fremito melodico.
Di tutt’altro genere invece la seconda parte del concerto,
dedicata interamente ad Astor Piazzolla con l’impeccabile
esecuzione delle Quattro Stagioni. Anche qui, i tre fondamentali
supporti del fraseggio musicale: violino, violoncello e pianoforte,
hanno magistralmente fatto riemergere da quelle note l’ardore
dello spirito argentino a partire dal ritmo, dall’enfasi
poderosa, dalla prorompente vitalità di Verano Porteño,
dallo stile fugato di Primavera Porteña in cui si cela
un’infinita e recondita nostalgia.
Il trio ha decisamente coinvolto il pubblico e dato prova del
suo talento trasmettendo la vibrazione originale delle partiture
nel pieno rispetto dell’opera piazzolliana.
Gli Amici della Musica
- Dicembre 2004
|
“…Each musician is a virtuoso
of her own instrument but they blended together so well yet allowed
each other the space to shine. The Debussy Trio in sol Maggiore
was simply magical and beautifully realised by these fine players.
The Piazzolla work Las Cuatro Estaciones Portenas had the quality
of a film score about it. It was full of fire and passion and yet
haunting and mysterious ay the same time…
The Nuovo Trio Parsifal deserve a wider audience in the UK…”
Brenda Kean
www.music-reviews.co.uk |
Nell’ambito
della stagione concertistica 2004 del Centro Teatro Studio “
L. Calogero” si è tenuto nel Teatro Aurora di Reggio
Calabria il concerto del “ Nuovo Trio Parsifal” composto
da Barbara Castelli (violino), Laura Pierazzuoli (violoncello)e
Anna Paola Milea (pianoforte).
Bravissime le tre giovani musiciste del Trio che, fondato nel 2001,
riscuote da allora un notevole successo di pubblico e un unanime
consenso di critica sia in Italia che all’estero, proponendo
programmi inediti e originali volti alla riscoperta di musicisti
ingiustamente dimenticati ed anche alla riproposta di brani poco
eseguiti di compositori noti.
E’ questo il caso del programma di questa stagione: due trii
‘dimenticati’ di F. Cilea e C. Debussy e la versione
per trio delle ‘quattro stagioni portene’ di A. Piazzolla.
(…)
Pregevole l’interpretazione delle tre musiciste che ben ne
hanno saputo evidenziare la limpidezza melodica e armonica tipicamente
francese contrapponendola all’impeto appassionato del romanticismo
tedesco.
Ad ulteriore prova della versatilità esecutiva del ‘Nuovo
Trio Parsifal’ le ‘Cuatro Estaciones Portenas’
di Astor Piazzolla (1921-1992) nelle quali le tre concertiste hanno
mirabilmente dimostrato la loro compiuta assimilazione-rara in musicisti
europei- della cultura musicale rioplatense che, se pur perfezionata
con il maestro argentino Hugo Aisemberg, testimonia un’ apertura
a schemi esecutivi provenienti da linguaggi diversi e molto lontani
dalla tradizione interpretativa di formazione “classica”.
(…)
Il bellissimo e applauditissimo concerto si è concluso con
doppio bis : due tanghi di A. Piazzolla, Oblivion e Libertango.
Infine, non sappiamo se ammirare di più la versatilità
nel trattare ambiti musicali differenti e lontani, la novità
e l’interesse “musicologico” nella presentazione
di programmi inediti ed originali o piuttosto l’alto livello
interpretativo unito alla mirabile capacità di “insieme”
delle tre artiste.
di FRANCESCA TURANO
Sistema Italia n°19 - gennaio 2005.
www.magnagrecia.gr |
….Nel Cilea del Trio in re maggiore,
scritto nel 1886, si respira un’atmosfera a volte malinconica
ed a tratti operistica, segno della veste sperimentale che probabilmente
rivestì l’opera per il compositore palmese. La morbidezza
delle frasi musicali è condotta dalle musiciste con grande
naturalezza, riuscendo a trasportare il discorso musicale con grande
slancio nell’Allegro sostenuto e nel successivo Scherzo Presto,
regalando così all’Andante molto espressivo un’eleganza
sottile che smentisce la tesi affrettata degli studiosi che etichettano
come scolastica questa opera giovanile di Cilea. (…)
Le sonorità ricercate sono questa volta trasparenti, di una
ingenua nitidezza e ben focalizzano i tanti spunti melodici che
caratterizzano questa singolare composizione di Debussy. (…)
Delicatissima è …nella Primavera Porteña la
sezione dedicata al violino, mentre nel Verano Porteño il
violoncello sembra cullare con calore la melodia assieme al pianoforte
in modo sempre più coinvolgente.
Energico ed efficace il piglio conferito all’Inverno Porteño,
denso della passionalità folcloristica argentina.(…)
L’alternarsi degli stati d’animo è risultato
di una bella e coerente interpretazione, il Nuovo Trio Parsifal
rivela nella vitalità di alcuni passaggi un canto struggente
ed intenso, filo conduttore in tutto il pezzo diventa la caratterizzazione
dei contrasti. Anche i bis sono affidati a Piazzolla ed il celeberrimo
Libertango evidenzia la grande attenzione del compositore verso
questa forma musicale dove ritmica e colori regalano al Tango un
nuovo spazio, sfogo di una musicalità sentita.Incisiva l’interpretazione
e ben focalizzato l’io passionale del compositore.
Musica e Scuola 15
febbraio 2005 |
Il 6 Novembre scorso si è
inaugurata la IV Stagione Concertistica Città di Cecina.
Un nuovo importante appuntamento rivolto a tutti coloro
che nella musica trovano un riferimento culturale e sociale, un
appuntamento che non poteva iniziare se non con uno dei
migliori trii italiani: il Nuovo Trio Parsifal (Barbara Castelli,
violino – Laura Pierazzuoli, violoncello – Anna Paola
Milea, pianoforte).
Il programma, che prevedeva musiche di F.X. Scharwenka e A. Piazzolla,
è stato solo un pretesto per ascoltare ciò che effettivamente
il trio è capace di dare: una sensazione unica, una sensibilità
musicale che il trio riesce a trasmettere anche nelle pause scritte,
anche nei silenzi che la partitura esige. Erano diversi anni che
non ascoltavo un gruppo da camera che fosse all’altezza
di un compito così arduo. La Sala, stracolma di spettatori,
non ha mai perso la tensione né la concentrazione, neanche
nell’ascolto di Franz Xaver Scharwenka, autore misconosciuto,
per non dire sconosciuto da molti ed erroneamente ignorato da
tanti addetti ai lavori. Il Trio in La minore op. 45,assolutamente
complesso strutturalmente e tecnicamente, ha dato il giusto pathos
per introdurre una seconda parte tutta dedicata al maestro argentino
Astor Piazzolla con l’esecuzione de Les Cuatro Estaciones
Porteñas.
Le tre musiciste coesistono,dialogano senza cadere nella perversa
quanto accademica regola del “domanda” e “risposta”;
per loro il linguaggio musicale è naturale, suono e gesto
si intersecano perfettamente in una esecuzione musicale che diviene,
nel concetto più alto, anche“scena”. Per non
parlare della complicità che unisce le componenti del trio,
una complicità volutamente e giustamente messa al servizio
proprio di quella che loro amano definire “ricerca”.
E’ un termine, quest’ultimo, di cui si sente parlare
spesso a sproposito da musicisti mediocri, speranzosi di guadagnare
un granello in più di notorietà. Da un trio come
il Parsifal essi potranno prendere sicuramente spunto per reinterpretare
il loro concetto di“ricerca”. Una ricerca intesa come
studio accurato ed analisi approfondita di un’opera, un
autore, un repertorio, è ben altra cosa, è cosa
ben più seria.Essa è paradossalmente la parte conclusiva
della prassi esecutiva e non il contrario, poiché rappresenta
il fine ultimo di una capacità di interpretare, di una
consapevolezza del vero equilibrio timbrico e di un desiderio
incolmabile di esplorare, in senso orizzontale e verticale, il
linguaggio musicale e la “parola” che sta dietro ad
ogni nota, suono, respiro.
Questo è ciò che il Trio ha saputo regalare anche
nel bis offerto al pubblico cecinese: la sbalorditiva esecuzione
della milonga Oblivion ha rivisitato perfettamente i paesaggi
e gli idiomi tipicamente descritti da Astor Piazzolla.
Diego Terreni |
Se si potesse immaginare un felice accostamento
di due lavori per trio, in nessun caso si raggiungerebbe il livello
di coesione musicale che nasce fra il Trio in sol minore op.15 di
B. Smetana e lo splendido lavoro di D. Sciostakovic.
Il programma presentato dal Nuovo Trio Parsifal (Barbara Castelli,
violino – Laura Pierazzuoli, violoncello – Anna Paola
Milea, pianoforte) l’11 aprile 2006 presso la sala concerti
“G. Scopelliti” del Conservatorio “F. Cilea”
di Reggio Calabria, nell’ambito della stagione concertistica
organizzata dal Centro Teatro Studio Lorenzo Calogero, ha compreso,
puntualmente, i brani su citati non disattendendo, quindi, i gusti
più esigenti delle orecchie più attente o i palati
più raffinati.
Ottimo il livello di esecuzione sia dei singoli componenti che dell'insieme.
Il Nuovo Trio Parsifal si contraddistingue, in effetti, per una
splendida resa sonora che sottolinea il grosso lavoro di concertazione.
Anche i passi più complessi, a livello strumentale, non hanno
impedito alle tre musiciste di ricercare quell'unità stilistica
che da sempre è terreno ostico per tutti i trii. Lodevole
l'abilità della violoncellista negli armonici iniziali del
trio op.67 di Sciostakovic . Altrettanto merito va alla pianista
Anna Paola Milea nell'aver bilanciato in maniera così efficace
le sonorità più accese del trio di Smetana senza oscurare
il lavoro del violoncello e della violinista, alla quale vanno tutti
i migliori complimenti per il temperamento altamente drammatico
che emergeva dalla cadenza iniziale del brano. Giampiero
Locatelli Musica
e Scuola Luglio/Aogosto 2006
|
"...A lungo applaudite per la
bravura di ognuna, l'intesa di tutte, la scelta coraggiosa di
un repertorio molto speciale, le tre artiste hanno alla fine salutato
gli 'Amici' con un bis..."
Augusta F. Cardinali
Voce della Vallesina 4 Febbraio 2007 |
Entertaining guests on day three of the celebrations were the group, Nuovo Trio Parsifal of Barbara Castelli, violin Laura Pierazzuoli cello and Anna Paola Milea, piano who gave a most astounding musical concert overwhelming the guests present.
Adie Vanessa Offiong
Weekly Trust |
They play with such great temperament and fantasy that left the few in the house who appreciate the uniqueness and beauty of this classical music gasping for breath and stood rooted in standing ovation for more than three minutes for the group after their heartwarming performance.
Jerry Adesewo
Wednesday, June 10, 2009 |
Three world-renowned musical talents, who came all the way from Italy, gave a live performance of classical music on June 3. They were Barbara Castelli (violin), Laura Pierazzuoli (cello), and Anna Paola Milea (piano).
Inside Track
Saturday, July 11, 2009 |
"Nei due brani presentati le artiste nella loro interpretazione di successo sono state più che convincenti. Già l’inizio del Trio in Re maggiore op. 70 n°1 ci ha fatto intuire che si tratta di un ensemble dotato di eccezionale qualità musicale supportata dalla preparazione tecnica e dalla cura dell’insieme, che per la musica da camera rappresenta l’elemento principale. Nonostante il loro corto “kilometraggio” iniziato nel 2001, possiamo constatare che ci troviamo di fronte ad un ensemble di formato europeo. I successi della loro attività concertistica, evidenziati dal loro curriculum, hanno avuto la loro conferma con il concerto che abbiamo ascoltato, sia con l’esecuzione di Beethoven che del secondo Trio di Sostakovič op. 67..."
Franc Kriznar
Slamnik, 21 maj 2010 |
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